Se il socialismo è un’eresia

La perdita della bussola ideologica da parte della sinistra italiana è la principale causa della sua inadempienza ai problemi della società moderna. Con la caduta del muro di Berlino, l’estremizzazione del capitalismo e la crisi della globalizzazione, la sinistra mondiale (e italiana) ha deciso di appiattirsi sui problemi dell’ordine neoliberale, piuttosto che tentare di risolverli.

La straordinaria – quanto drammatica – débâcle, registrata dalla gauche d’oltralpe nel corso delle presidenziali delle 2017, non è che l’esempio perfetto di questa situazione. Dopo il fallimentare mandato del socialista François Hollande, il Partito Socialista Francese uscì con le ossa rotte dalla consultazione, ricalcando la triste fine dei socialdemocratici greci del PASOK.

Infatti, il candidato socialista Benoît Hamon prese solamente il 6,36% dei voti. Si trattò di un risultato molto deludente, che però rappresentava alla perfezione lo stato di salute della socialdemocrazia europea. La maggior parte degli elettori socialisti scelse di premiare il rampollo Emmanuel Macron, fautore di un liberalismo europeista trasversale, più vicino ai “borghesi” che al proletariato.

Macron ha fallito, ma questa è un’altra storia. Nelle scorse ore, invece, gli elettori francesi sono tornati alle urne per le elezioni amministrative. Protagonisti del voto sono stati i Verdi, che hanno spinto la coalizione di centrosinistra alla vittoria in molte grandi città da Parigi a Lione, da Bordeaux a Strasburgo e da Marsiglia a Lille, solo per citare i centri più grandi.

La sinistra tra il rosso e il verde

Il fallimento del centrismo liberale, la rinascita del Partito Socialista e la nuova forza dei Verdi sono fattori che tutta la sinistra del Vecchio continente deve tenere in considerazione per la sua rinascita.

Se al classico pensiero socialista, sempre dalla parte dei lavoratori e delle minoranze sociali, si somma un coerente programma politico ecologista, allora l’intera Europa potrà tornare sotto la guida dei progressisti.

Naturalmente, tutta la sinistra italiana ha salutato l’ottimo dato elettorale francese. Non poteva mancare il commento del segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, che sui social scrive: “Cara Anne Hidalgo complimenti per la tua bellissima vittoria. Verde, vicina alle persone, inclusiva, innovativa. Con i nostri valori per continuare a cambiare l’Europa”.

Sinceramente, questa presa di posizione mi ha deluso. Per molto tempo il centrosinistra si è nascosto dietro le etichette (rispettabilissime) di riformista e progressista, che sia adesso di moda proclamarsi “ecologisti” senza esserlo nella sostanza?

L’abiura del socialismo

Perché la sinistra deve sempre trascurare il socialismo? Perché, dalla fine della Prima Repubblica, il centrosinistra italiano non ha più la forza di dichiararsi socialista? Non sarà mica una brutta parola, “socialismo”! Persino negli Stati Uniti è tornato, il socialismo, così come ha un ruolo da protagonista nei governi di Portogallo, Spagna e nella nuova leadership del centrosinistra tedesco.

Perdere tempo non migliorerà la situazione del Partito e dell’intero campo progressista italiano. Urge un confronto generale all’interno delle varie forze del centrosinistra, per una rinascita in sinergia. E serve subito.