Riflessioni sulla libertà al tempo della pandemia

Navigando su Internet, ascoltando i telegiornali, oppure scorrendo semplicemente la home di Facebook, ho trovato notizie di proteste anti-lockdown negli USA e la diffusione di voglie simili anche nel nostro Paese. Per quale motivo? A detta dei manifestanti, o degli aspiranti tali, le misure restrittive anti-contagio violano le libertà individuali e diffondono l’autoritarismo. È davvero così?

Tuttavia, prima di emettere un giudizio critico e razionale, dobbiamo capire che cos’è, veramente, la libertà. Il modo migliore per farlo è controllare la definizione del termine in un’enciclopedia. Per Wikipedia, la più popolare di tutte, la libertà è la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi e agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla”.

La complicità della Casa Bianca

Dopo aver compreso questo concetto, cerchiamo di capire quali sono le richieste dei cortei statunitensi. “La libertà è in pericolo”, “Difendiamo la Costituzione” o “Il distanziamento sociale è comunismo”, sono stati gli slogan più utilizzati. Per una parte degli statunitensi le misure restrittive, promosse per bloccare la diffusione del nuovo coronavirus, negano le libertà individuali. Ergo, sarebbero illegittime in quanto violano la Costituzione USA.

Al di là di ogni richiesta popolare, le proteste negli Stati Uniti sono soltanto una strategia elettorale a favore di Donald Trump, dato che si stanno concentrando maggiormente negli Stati governati dai Democratici. Ricordo che negli USA le misure restrittive sono decretate o tolte in autonomia dai governatori degli Stati, trattandosi di una Repubblica Federale.

Tuttavia, si tratta di un vergognoso segnale di disprezzo per chi tutti i giorni lavora per salvare vite nei reparti di terapia intensiva; infatti, diversi medici e infermieri sono scesi in piazza per ostacolare gli anzidetti cortei.

E in Italia?

Nel nostro Paese, invece, i contrari alle restrizioni hanno tirato in ballo la violazione di ben otto articoli della Costituzione, il risorgere dell’interventismo e dello statalismo, e l’espansione di un progetto autoritario. Dal mio punto di vista, tutte le libertà sono estremamente sacre. Tuttavia, nel nostro contesto emergenziale, la ragione deve prevalere su tutto. Senza le restrizioni non è garantita la salute e senza la salute la libertà diventa vana.

Inoltre, l’articolo 16 della nostra Costituzione parla chiaramente: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza […]”. In Italia la libertà di movimento è garantita in ogni momento, tranne che “per motivi di sanità”, appunto.

Sul concetto di libertà

Alla fine, che cos’è la libertà? Insomma, il concetto è molto vario, e apre la strada a numerose riflessioni. Io, ad esempio, credo che libertà ed educazione siano concetti strettamente collegati. Solitamente, un bambino educato al rispetto delle regole ha un comportamento migliore di un bambino che non ha ricevuto nessun insegnamento.

Quindi, perché dovremmo preferire uno Stato che lascia liberi i propri cittadini anche di ammalarsi a uno che li tutela con tutte le precauzioni del caso? In fondo, come ci ricorda Lo spirito delle leggi di Montesquieu, «la libertà è il diritto di fare ciò che le leggi permettono. Se un cittadino potesse fare ciò che le leggi proibiscono non ci sarebbe più libertà».